martedì 14 agosto 2007

Questione di punti di vista

Mi succede sempre più spesso di entrare nei negozi che espongono la dicitura "in saldo", ubriacarmi gli occhi di cose da comprare e sentire una vocina (probabilmente di Biribò) che dice: "Non mi serve". Esco senza aver comprato nulla. Tempo fa, l'ho raccontato a Lampone concludendo con la frase: "Sono malata". E lui: "No, stai guarendo!"

lunedì 6 agosto 2007

Crescere

Che ognuno stia solo sul cuor della terra è arcinoto.
Provarlo sulla propria pelle è altra storia.
Sentire che non si possa contare sull' appoggio di chi ci vive accanto, alle volte sembra un peso troppo grande da portare.

giovedì 2 agosto 2007

Gli amici di Pavlov

Per chi non credesse nel comportamentismo, sappiate che ne conserviamo la prova umana nel nostro istituto. G. è un collega di mansioni non ben definite che trascorre le giornate a leggere libri fantasy. Brava persona, simpatica e socievole, niente da dire in merito. Quanto ad efficienza lavorativa, un pò carente...
Racconta la nostra segretaria che quando gli si dice: "G. ci si sarebbe da fare..", non si fa in tempo a finire la frase che lui si è già precipitato in bagno, colto da bisogno impellente.

lunedì 30 luglio 2007

Lusso sfrenato

Stasera sono a casa da sola. Bimbi dalla nonna, Lampone fuori per lavoro.
Un secolo che non succedeva. Non so, potrei dare un pigiama party, andare al cinema per l'ultimo spettacolo, uscire a bere qualcosa.
Ripensandoci, mi cala la palpebra, le gambe non mi reggono molto.
Credo che farò la doccia ed andrò a dormire. Almeno, per una notte non dovrò lottare per far cadere tra le braccia di Morfeo i piccoli diavoletti: un lusso davvero sfrenato..!

martedì 24 luglio 2007

11 settembre

Sto fissando la lettera di convoncazione per il concorso. Ma davvero la voglio fare questa fatica inutile? Sento una vocina che ripete: "Sono stanca, Sono stanca,Sono stanca,Sono stanca,Sono stanca,Sono stanca,Sono stanca,Sono stanca,Sono stanca,Sono stanca,Sono stanca,Sono stanca,Sono stanca,Sono stanca,Sono stanca". Ma so già che passerò anche questa estate sui libri, almeno per potermi dire che ci ho provato. Però mi sento così lontana dal fare le cose perchè Voglio e non perchè Devo. Sono stanca,Sono stanca,Sono stanca,Sono stanca,Sono stanca,Sono stanca,Sono stanca,Sono stanca,Sono stanca,Sono stanca,Sono stanca,Sono stanca,Sono stanca,Sono stanca,Sono stanca.

lunedì 16 luglio 2007

Certi giorni va così

Ora et labora

Verso il giorno

noi ancora non possiamo vedere

cosa ci attende fino alla luce mattutina

per svegliarci al dovere

svegliare dovere

svegliare dovere

svegliare

piangere in silenzio.

(Massimo Acciai in http://simposiodipoeti.splinder.com/)

domenica 15 luglio 2007

Sorrisi di circostanza e conti da pagare

Vado a messa nella chiesa della parrocchia dove sono cresciuta. A dieci minuti dall'inizio vedo la mia amica Minnie dall'altra parte della navata. Non me l'aspettavo, pensavo tornasse dal mare stasera. Sono felice, vorrei raggiungerla. No, non è una buona idea attraversare la chiesa durante la prima lettura, aspetterò. Finita la messa le vado incontro sorridendo e cominciamo a parlare tranquillamente. Arriva la sua nuova amica L., le salta addosso e la abbraccia a lungo, senza neanche guardarmi. Improvvisamente, mi sento lontana km da questo posto ed ho la sensazione di assistere ad una scena di cui non faccio parte. Ecco, odio L. No, non la odio, sono solo gelosa perchè nel lungo periodo in cui non avevo tempo di curarmi di nessuno, nemmeno di me stessa, ha preso il mio posto nella vita di Minnie. Me la sono cercata, come si può darle torto. Però un pò la odio, L. Ora che ha finito di abbracciare Minnie non mi saluta nemmeno e parla come se non ci fossi. Sta cercando di dirmi qualcosa? Dopo un pò mi schiodo dalla faccia il sorriso di circostanza e mi reinserisco nella conversazione. Si parla di andare in centro in bici, Minnie dice che non ce la fa con le due bimbe, le suggerisco di portarle entrambe sui seggiolini. L. dice seccamente che è troppo pericoloso. Penso: l'ho fatto cento volte, neanche fosse un mistero che ho due figli anche io, vuole insegnarmi a vivere? E poi ho dei tacchetti affilati molto glamour, potrei trapassarle un piede, così, tanto per farle capire che mi sta leggermente infastidendo.
Oddio, sono appena uscita dalla chiesa, ma che mi prende?
Mi ristampo il sorriso di circostanza sulla faccia e dopo poco mi congedo.
Mentre mi allontano penso che il conto pagato alla fine di questi anni è piuttosto salato e poi, che cavolo, perchè non sono mai capace di esprimere l'entusiasmo per le persone cui tengo.
Va beh, domenica prossima vado a messa nella mia parrocchia.
Al centro del torace ho una sensazione come se il tacchetto affilato me lo fossi auto-infilzato.