Lampone: "Ora mi metto l'orecchino anch'io" (no, pietà..)
Mirtillo: "Chi ti ha dato quello?"
Ribes: "Perchè hai quello?"
Mamma ridendo: "Non posso nemmeno guardarti"
Papà ridendo: "Ti manca solo la sveglia al collo"
Butter Cookie: "Mi piace"
Vari: "Mi cade un mito", "non mi sembri più una persona seria" (evviva!), "noooo", "ma cosa hai fatto?", "ah, l'hai fatto alla fine".
Il peggiore: "alla soglia dei 40 anni la disperazione miete vittime" (per questioni gerarchiche non ho potuto sfoderare la spranga di ferro)
Questi i commenti raccolti in soli 5 giorni.
Poi ci sono stati i vari "come mai"? A cui ho risposto senza glissare solo ad un amico. Ed è perchè avevo voglia di farlo e sono stanca di preoccuparmi sempre di ciò che la gente pensa di me e volevo provare a me stessa che posso piacermi nonostante l'opinione negativa di molti. Forse un gesto adolescenziale tardivo, però mi sento bene.
sabato 14 luglio 2007
venerdì 6 luglio 2007
Note da ricordare
Che orrore
essere
qualcuno!
Che cosa pubblica
come una rana
che gracida il suo nome
per tutto il lungo giugno
a uno stagno ammirato!
E. Dickinson
essere
qualcuno!
Che cosa pubblica
come una rana
che gracida il suo nome
per tutto il lungo giugno
a uno stagno ammirato!
E. Dickinson
Lezioni di diplomazia
Lampone ha insistito per acquistare olio pugliese a "scatola chiusa". Il prodotto è risultato discreto ma sa più da rosmarinoche da olio . Dopo vari commenti in proposito, una sera ho detto: "Sai cosa penso? Che l'olio non sapesse da niente e che vi abbiamo lasciato macerare dentro del rosmarino per rimediare". Mi ha guardato ed ha detto: "a volte sei più pungente di una vipera".
Per fortuna non ha mai pensato di intraprendere la carriera di diplomatico, altrimenti la terza guerra mondiale ci avrebbe già incenerito tutti..
Per fortuna non ha mai pensato di intraprendere la carriera di diplomatico, altrimenti la terza guerra mondiale ci avrebbe già incenerito tutti..
martedì 3 luglio 2007
Telefonate serali
Lei: "Potresti fare una tesi teorica, il tuo tirocinio non è stato un granchè".
(Cavolo, voglio fare copia e incolla con la relazione e farla finita con questa storia, un'altra estate buttata al vento per la ssis non la posso reggere. E poi il lavoro, i bambini sono a casa, ho voglia di fare una vita normale).
Io: "Magari faccio così l'introduzione e poi mi baso sulla relazione.." (Non ci sto provando abbastanza, ma poi capisce che non ho voglia di farla 'sta tesi e il coltello dalla parte del manico lo tiene ancora lei)
Lei: "Ma io ho del materiale, lo guardiamo insieme e facciamo una ricerca bibliografica"
Provo ad essere più chiara ma mi sembra di averla innervosita, mette giù il telefono in fretta.
Ecco cosa odio di questa scuola di specialità: sentirmi ancora come fossi uno studente delle medie, non hai libero arbitrio, devi solo fare contento l'insegnante senza chiederti perchè.
Almeno questa è la scuola che ho vissuto io e non mi pare di aver visto mutamenti su larga scala.
E capisco perchè sono riluttante a tornare a scuola, anche se dall'altra parte della cattedra: di nuovo quel senso di oppressione e quell' "ansia da prestazione".
E alla fine, percepisco che il mio sentirmi perennemente studente è qualcosa che va al di là delle situazioni contigenti e che deriva dal mio vissuto che mi impedisce di sentirmi "alla pari". E non mi piace, proprio non mi piace.
(Cavolo, voglio fare copia e incolla con la relazione e farla finita con questa storia, un'altra estate buttata al vento per la ssis non la posso reggere. E poi il lavoro, i bambini sono a casa, ho voglia di fare una vita normale).
Io: "Magari faccio così l'introduzione e poi mi baso sulla relazione.." (Non ci sto provando abbastanza, ma poi capisce che non ho voglia di farla 'sta tesi e il coltello dalla parte del manico lo tiene ancora lei)
Lei: "Ma io ho del materiale, lo guardiamo insieme e facciamo una ricerca bibliografica"
Provo ad essere più chiara ma mi sembra di averla innervosita, mette giù il telefono in fretta.
Ecco cosa odio di questa scuola di specialità: sentirmi ancora come fossi uno studente delle medie, non hai libero arbitrio, devi solo fare contento l'insegnante senza chiederti perchè.
Almeno questa è la scuola che ho vissuto io e non mi pare di aver visto mutamenti su larga scala.
E capisco perchè sono riluttante a tornare a scuola, anche se dall'altra parte della cattedra: di nuovo quel senso di oppressione e quell' "ansia da prestazione".
E alla fine, percepisco che il mio sentirmi perennemente studente è qualcosa che va al di là delle situazioni contigenti e che deriva dal mio vissuto che mi impedisce di sentirmi "alla pari". E non mi piace, proprio non mi piace.
venerdì 15 giugno 2007
Ciao Maestra F., ovvero chiuso per ferie


Oggi è l'ultimo giorno di nido per Mirtillo. Per un bel pezzo è stata dura "abbandonarlo" tra pianti e stridore di denti. Lampone ed io ci palleggiavamo questa scomoda incombenza. Devo dire, però, che la Maestra F. ha fatto davvero la differenza e vedere come se lo coccolava e lo accoglieva è stata per noi una serenità. Il suo "esserci" nel lavoro che fa e l'affetto per i bimbi della classe si percepivano davvero. Salutarla stamattina mi è davvero dispiaciuto e mi ha fatto pensare, ancora una volta, a quanto sia importante un bravo insegnante. Grazie davvero, Maestra F.
Ora raccogliamo armi e bagagli e partiamo per il mare: un pò di riposo ce lo siamo davvero meritati!
Baci Strawberry
giovedì 14 giugno 2007
Movimenti notturni, ovvero ciao Gigia
Fin da quando avevo 4 anni ho sempre avuto un amico a quattro zampe. Per questo motivo, dopo qualche mese di matrimonio, ho cominciato a sentire l'esigenza di avere per casa un essere vivente che desse affetto senza produrre camicie da stirare (scherzo Lampone, scherzo). Poichè non potevamo tenere un cane in appartamento ho trascinato a tradimento Lampone in un negozio di animali e l'ho convinto a portare a casa un coniglietto nano. Serafino, detto Gigio, dopo un anno si rivelò una Serafina, detta Gigia. Ho più volte avuto la tentazione di strozzarla con le mie mani a causa delle pipì mollate su divano e letto, prima che la nascita dei bambini ne limitasse i movimenti per casa. Però era parte della famiglia. Gigia si è ammalata qualche mese fa e venerdì sera l'abbiamo trovata morta sotto il divano. Lampone ha deciso di seppellirla subito ed è uscito a scavare la buca appena fuori dal giardino condominiale. L'ignaro passante deve avere avuto qualche sospetto di fronte all'uomo che scavava all'una di notte e perciò ha fermato la macchina ed è rimasto ad osservare per un pò. Lampone si è chiesto "Ma parchè 'a xente no se fà mai i c**i sui?" ed imperterrito ha completato l'opera. Così Gigia riposa in pace vicino alla siepe e Mirtillo e Ribes vanno a salutarla ogni mattina. Noi non ci siamo ancora abituati a non doverla tirar dentro dal terrazzo la sera.
Ciao Gigia, ci mancherai.
Ciao Gigia, ci mancherai.
venerdì 8 giugno 2007
Strawberry fields
S. Francisco è la città ideale per questo blog. C'è sempre troppo vento. Di questo viaggio ho portato a casa il sole splendente ed, appunto, il vento che scompiglia i capelli, fa svolazzare i vestiti, investe il viso. Questo vento mi è entrato dentro ed ha messo tutto a soqquadro. Sentimenti, desideri, ricordi, tutto si è mescolato alla rinfusa in un gran turbinio. E' rimasta un'enorme confusione, davvero difficile riporre tutto sugli scaffali e riportare l'ordine. Ma a questo punto, mi chiedo se abbia senso tentare di ripristinare la situazione preesistente. La necessità di voltare pagina, di ricostruire un nuovo equilibrio, di riempire il vuoto che mi abita da ormai troppo tempo è davvero forte e forse questo è il momento giusto. Partire da quanto è stato, tenere ciò che di prezioso la vita mi ha dato ed usarlo per trarre la forza necessaria per andare avanti.
Che fortuna aver avuto la possibilità di rivedere i miei amici canadesi che non incontravo da anni: constatare che la distanza non ha disperso la nostra amicizia e poterli salutare di persona.
Che fortuna aver trascorso del tempo con le mie colleghe e constatare quanto sia arricchente comunicare tra donne e quanta intimità si possa creare tra noi, anche se non lavoriamo più fianco a fianco. Che fortuna sentire che avevo nostalgia di casa.
Punto e a capo, ricomincia la vita quotidiana. Ma io mi sento diversa.. lavori in corso..
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